Il Monastero

LA NASCITA DELL’ABAZIA

L’Abbazia di San Nicola di Casole viene fondata verso la fine dell’anno 1000 d.C. per volere del crociato Boemondo I, un condottiero normanno – figlio di Roberto il Guiscardo – che donò il Casale di Casole ad un gruppo di basiliani, che sono dei monaci

che si ispirano alla regola dettata da San Basilio Magno e che qui seguono le prescrizioni del rito cattolico greco.

Il periodo è quello dell’inizio della dominazione normanna che si sostituisce a quella a quella bizantina, ed attraverso la donazione del monastero i normanni cercano di attirarsi le grazie della popolazione salentina ed otrantina in particolare.

L’IMPORTANZA DELL’ABBAZIA

L’abazia occupava una posizione importanza per una seri di motivi.

Il primo consiste nel fatto che l’Arcidiocesi di Otranto era sede metropolitana, quindi era a capo di una provincia ecclesiastica, ovvero una circoscrizione che raggruppa più diocesi. Questo dava rilevanza al monastero che risultava essere in questi secoli il più ricco dell’Italia meridionale.

Inoltre Otranto sarà l’ultima roccaforte della presenza della cultura bizantina in occidente, ed i Normanni, sotto la guida di Federico II, non umiliarono la sua cultura ma la rispettarono.

L’importanza dell’abazia è anche quella di aver creato un dinamismo culturale, un umanesimo greco in Terra d’Otranto, una sorta di accademia di lettere greche e latine che aveva al centro i valori universali propri della civiltà greca classica.

Da Casole veniva anche il basiliano Pantaleo che realizzò l’importantissimo mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto.

Questi motivi fanno di Casole un centro importante, ricco e propulsore di cultura.

IL NETTARIO E IL CIRCOLO POETICO

L’abate più importante di Casole è detto il Nettario che fondò qui una scuola poetica.

Il nettario era un erudito, un umanista ed uno specialista del greco e del latino e fu protagonista di varie missioni diplomatiche all’estero per conto di diversi papi.

Anche grazie a lui nel monastero si creò una biblioteca con molti volumi e codici che raccoglieva nei suoi viaggi. Ed è proprio in questo monastero, in una terra dell’estremo sud-est italiano, che vedono la luce alcuni dei primi componimenti in poesia della letteratura italiana.

Infatti Casole divenne il centro di un movimento letterario che si pose sotto l’ala protettrice di Federico II, regnante illuminato e colto sotto cui nascerà anche la Scuola Siciliana.

Il “circolo poetico” che vede il proprio caposcuola in Nettario e il suo centro a Casole era una scuola che trattava temi religiosi e profani e che si esprime nella lingua greca, la lingua di Bisanzio, come anche le popolazioni di questa terra.

Il circolo era costituito da un gruppo di letterati e poeti – sia religiosi che laici – ed era protagonista di una produzione poetica di impronta umanistica.

LA FINE DELL’ABBAZIA

Il monastero e la sua ricchissima biblioteca vennero distrutti dall’assalto turco del 1480.

Oggi del monastero non restano che delle rovine, pietre e mattoni in quella che è poi diventata una masseria.

Per quanto riguarda la produzione letteraria e parte della biblioteca molti esemplari si sono salvati e sono ora conservati come oggetto di studio in varie parti d’Europa.