La Cattedrale

La Cattedrale dell’Annunziata, così si chiama la Cattedrale di Otranto, è stata consacrata nel 1088. La fattura generale dell’architettura è romanica, ma contiene molti elementi normanni, arabi e greci che rimandano ai numerosi stili e dominazioni della città.

Cathédrale
Foto di: loloieg

La cattedrale è stata costruita sui resti di una domus romana (la domus è una costruzione urbana dell’antica Roma), di un villaggio risalente al tempo dei Messapi e di un tempio dei primi secoli dell’era cristiana.

STRUTTURA

Di fronte all’entrata principale, dove c’è Piazza Basilica costruita di una forma triangolare speculare alla facciata della Basilica stessa che ha il tetto a doppio spiovente, si può vedere il portale dell’entrata nella tipica sfarzosità del barocco leccese e un rosone di fattura rinascimentale con irradiazioni e intagli nello stile gotico-arabo.

inside otranto cathedral [apulia, italy]
Foto di: paolo màrgari

La Basilica – che conta 54 metri di lunghezza per 25 metri di larghezza – è la chiesa più grande esistente in Puglia. Si regge su più di 40 colonne tutte di marmi recuperati e di differente fattura, ma disposti in una architettura che ne valorizza la disomogeneità in uno spettacolo di ordine ad effetto.

Sulla parte centrale del soffitto vi è una copertura di cassettoni in legno dorato e sui lati altre opere pregevoli intorno agli altari minori.

MOSAICO

Arbre de vie
Foto di: Manuel.A.69

Uno degli elementi più interessanti per il visitatore della cattedrale è sicuramente il mosaico pavimentale che ricopre tutta la navata principale e buona parte di quelle laterali, con più di 600 metri quadri di superficie. L’opera, come è riportato nelle iscrizioni, è stata diretta dal monaco Pantaleone proveniente dal monastero di San Nicola di Casole che ha guidato le maestranze per i tre anni necessari alla costruzione dell’opera (come è scritto sempre sul mosaico, dal 1163 al 1165).

Il mosaico è una sorta di tappeto di preghiere iconografiche, con figure con mostri, animali e richiami ad immagini bibliche in una visione complessiva profondamente legata all’Oriente.

Il pavimento, fatto di tessere policrome di calcare, racconta una storia con linguaggio allegorico-simbolico di grande suggestione (alcune interpretazioni legano questo mosaico ad un messaggio gnostico, altre leggende alla scoperta del Graal).

LE OSSA DEI BEATI MARTIRI

In sette armadi a muro con vetrate posti sulla navata destra ci sono le ossa dei beati Martiri di Otranto, cioè i resti degli 800 cittadini otrantini trucidati durante l’assedio turco del 1480 perché si erano rifiutati di convertirsi all’Islam. Lo spettacolo ha un grande impatto per il visitatore, e sta a ricordare il sacrificio eroico dei martiri poi fatti beati.