Le Grotte
In tutto il Salento il carsismo, quindi la lenta erosione che ha provocato il mare e gli elementi scavando la roccia nel tempo, ha creato spettacolari grotte sotterranee e molte di queste si trovano vicino ad Otranto.
GROTTA DEI CERVI
Nel tratto di costa che è tra Otranto e Santa Cesarea Terme, vicino a Porto Badisco, si incontra la Grotta dei Cervi scoperta nel 1970 e ricca di testimonianze e ritrovamenti che risalgono al Paleolitico. Nella grotta sono presenti infatti molte iscrizioni e soprattutto pitture parietali che trattano il tema della caccia; da qui il nome della grotta (vedi nella sezione Porto Badisco per una più estesa descrizione della grotta).
GROTTA ZINZULUSA

Foto di: Hold Me
Proseguendo sempre sulla litoranea a sud di Otranto, nel comune di Castro c’è la Grotta Zinzulusa. Nel dialetto locale gli “zinzuli” sono gli stracci, cui assomigliano le molte stalagmiti e stalattiti che insieme al riflesso del mare e la luce che filtra offre uno spettacolo che ammalia i moltissimi visitatori che vi si recano ogni hanno.
La grotta è lunga più di 150 metri e vi si può accedere sia via mare che via terra. Nelle zone più profonde della grotta vivono crostacei che si trovano solo qui e sconosciute specie di fauna acquatica.
La grotta è stata abitata – come dimostrano i ritrovamenti di oggetti quali manufatti in osso e ceramiche – nella preistoria dall’uomo e vi sono stati ritrovati resti di animali come l’orso e l’elefante.
La grotta è composta da più ambienti ed è una caverna alta più di 25 metri.
GROTTA ROMANELLI
Anche questa grotta si trova vicino a Castro. La Grotta Romanelli fu probabilmente utilizzata come abitazione da gruppi umani nel Paleolitico, dal Paleolitico medio e sino alla fine di tutto il Paleolitico, poi l’entrata resto chiusa sino alla sua scoperta nel 1900.
Al periodo Paleolitico risalgono quindi i rilevanti resti di fauna antica, tra cui i resti del pinguino boreale, della renna, dei gabbiani artici, delle gru islandiche. Ci sono anche manifestazioni di arte parietale ed ossi e pietre incise con temi zoomorfi.
GROTTA DELLA POESIA
Nella parte a nord di Otranto, sempre seguendo la litoranea, si giunge a Melendugno e più precisamente nella località marittima di Roca Vecchia dove c’è la Grotta della poesia.
Il nome deriva da “posia”, termine che indica una sorgente di acqua dolce e qui ve ne era una nel passato da dove scorreva acqua dolce; oggi se ne possono vedere i segni.

Foto di: Chad Palomino
Una leggenda racconta anche che qui veniva a fare il bagno una bellissima principessa e molti poeti accorrevano per ammirane la bellezza e trarne motivo per il loro poetare.
Il luogo probabilmente è stato, in età messapica, un santuario utilizzato per la venerazione del dio Taotor Andirabas e qui si celebravano riti in suo nome. Infatti molte iscrizioni tra i graffiti rinvenuti tra le mura riportano questo nome.
La grotta fu utilizzata sin dal dal neolitico come sede di culto e luogo di riparo. Col tempo alle figure preistoriche ed alle iscrizioni messapiche si sono aggiunte incisioni latine.
Altre grotte carsiche che si possono ammirare nella zona sono: la Grotta dei Giganti, la Grotta del Cavallo, la Grotta dell’Elefante e la Grotta del Diavolo.