Porto Badisco

Porto Badisco, una frazione del comune di Otranto, è una località balneare che è meta del turismo estivo nazionale ed internazionale, grazie allo splendido mare e all’interesse storico e paesaggistico del suo territorio.

Si affaccia sul mar Ionio ed è abitato stabilmente da una piccola comunità di pescatori.

LA LEGGENDA

Secondo una interpretazione dell’Eneide di Virgilio Porto Badisco è stato il primo approdo sulla penisola italiana di Enea che fuggiva da Troia.

Porto Badisco (Le)
Foto di: _aldem

LA COSTA, IL MARE, L’ENTROTERRA

La costa rocciosa di Porto Badisco è composta da meravigliose calette naturali, un litorale che dolcemente declina verso il mare incontaminato e blu scuro. La costa assume la forma di un piccolo porto naturale.

Su questa costa di roccia chiara e frastagliata ci sono molti anfratti dati dai fenomeni carsici ed erosivi. Non poche sono le grotte, come ad esempio la Marmitta dei Giganti o la Grotta dei Cervi (vedi oltre).

Il litorale di Porto Badisco è ricco di vegetazione e di fauna selvatica, ed è sulla rotta del passaggio di uccelli migratori. Si tratta di una zona posta sotto tutela ambientale per preservarne il fascino dalle sempre incombenti minacce dell’edificazione selvaggia.

L’entroterra di Porto Badisco è soprattutto una campagna con ondulature, muretti a secco, ulivi, fichi d’india e macchia selvaggia che da all’aria una fragranza di mirto, timo, salvia e finocchio selvatico.

LA GROTTA DEI CERVI

Tra le grotte numerose e splendide che si trovano su questo litorale, una che riveste un’importanza unica è la Grotta dei Cervi. Si tratta di un complesso ipogeo dove si sono avuti ritrovamenti (come alcune ceramiche) e che contiene graffiti, dipinti e disegni ottimamente conservati che risalgono al paleolitico (la grotta è stata abitata sino al neolitico).

Si tratta di una cavità sotterranea lunga quasi 3 km con molte stalattiti e stalagmiti dove sulle pareti ci sono iscrizioni, pittogrammi, dipinti che raffigurano scene di caccia, simboli e ideogrammi parietali in un racconto sicuramente di forte suggestione, oltre che di fondamentale importanza per gli studiosi.

L’importanza di queste raffigurazioni è data anche dal fatto che vi si legge un mutamento delle capacità di rappresentazione e mentali dell’uomo, una fase di crescita della storia dell’uomo data proprio dal passaggio dalle raffigurazioni naturalistiche a figurazioni astratte in cui cominciano anche ad essere evidenti i riferimenti al divino.